Vicinanza della prova e onere probatorio in un caso di danno da contagio

di Redazione -
In tema di responsabilità della struttura sanitaria, il paziente che agisce in giudizio per la condanna per il risarcimento dei danni dovuti a infezione da HCV (epatite C), in seguito ad intervento, non può invocare il principio di vicinanza della prova, ribaltando sulla struttura convenuta l’onere di provare la preesistenza della patologia all’intervento, ritenendo di non dover dimostrare alcunchè al di fuori dell’intervento subito. L’esistenza di una tipica infezione nosocomiale non implica l’esistenza di un giudizio causale diretto. La dimostrazione che un certo fatto (l’intervento chirurgico) è idoneo a determinare un certo effetto (infezione da epatite C) non dà luogo alla concret...