Il medico che effettua una trasfusione contro la volontà del paziente commette violenza privata

di Redazione -
Il Tribunale di Termini Imerese ha condannato per violenza privata il medico che ha eseguito trasfusioni contro la volontà di una paziente testimone di Geova, alla luce del principio per cui al medico "non è attribuibile un generale diritto di curare a prescindere dalla volontà dell’ammalato". Nel caso di specie, una donna incinta alla 13ª settimana veniva ricoverata in ospedale con diagnosi di “minaccia d'aborto. iperemesi gravidica. Squilibrio idroelettrolitico”. Ristabilita l'omeostasi organica, la gestante veniva dimessa una settimana dopo il ricovero. Dopo otto giorni dalla dimissione l'insorgenza di una sintomatologia caratterizzata da vomito e dolore addominale "a cintura" nella...