L’impossibilità di trovare un movente non esclude il dolo: la Cassazione conferma l’ergastolo per l’infermiere «killer»

di Riccardo Borsari -
Con la sentenza qui segnalata, la Suprema Corte ha confermato la condanna all’ergastolo dell’infermiere che causò il decesso di alcuni pazienti ricoverati presso una casa di riposo alle porte di Roma, attraverso la somministrazione di massicce dosi di farmaci non contemplati dal loro piano terapeutico. La Corte ha rigettato il ricorso proposto dall’imputato in quanto «privo di pregio sotto tutti i profili», chiarendo – tra le altre cose – che la mancata individuazione del movente, nel caso di specie, non è rilevante, non risolvendosi nella «affermazione probatoria di assenza di dolo del delitto di omicidio, né tanto meno di assenza di coscienza e volontà dell’azione».