Escluso l’omicidio doloso del naturopata per la morte di una paziente oncologica

di Marianna Scarano -

Il contributo analizza una sentenza della Corte di Cassazione relativa al caso di un naturopata accusato di aver cagionato volontariamente la morte di una propria paziente malata di cancro, per averle prescritto cure a base di sole diete e fanghi. La pronuncia del Supremo Consesso offre l’occasione per indagare il discrimen tra le figure (spesso ritenute affini) del dolo eventuale e della colpa cosciente. Di interesse appare, altresì, il raffronto tra la pronuncia in esame e un’altra resa in un caso simile dalla Suprema Corte nel 2008, in cui i giudici di legittimità pervenivano a conclusioni notevolmente differenti.

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