Condizioni di operatività della garanzia assicurativa a c.d. secondo rischio

di Maria Grazia Peluso -

Con sentenza del 30 settembre 2021 il Tribunale di Velletri si è occupato dell’operatività della garanzia assicurativa a c.d. secondo rischio.
Nel caso di specie un uomo affetto da una patologia degenerativa si sottoponeva a due interventi ortopedici, a cui tuttavia seguiva un peggioramento delle proprie condizioni, tale da renderne difficoltosa la stessa mobilità. Il paziente citava dunque in giudizio la Struttura ospedaliera per il risarcimento di tutti i danni patiti.
Si costituiva la Casa di Cura chiedendo il rigetto delle domande attoree e chiamando in giudizio la propria compagnia assicuratrice e il medico operante per essere manlevata in caso di condanna.
Aderendo alle risultanze peritali, il Tribunale ha ritenuto responsabile la struttura ospedaliera, ex artt. 1218 e 1228 c.c., per i danni patiti dall’attore. Dalla CTU disposta in corso di causa emergevano infatti profili di responsabilità imputabili al chirurgo; questi, non avendo sottoposto l’attore alle analisi preoperatorie necessarie, si era invero negligentemente limitato a visionare un esame risalente a cinque anni prima, operando così una scelta terapeutica errata, dalla quale era disceso il peggioramento delle condizioni cliniche del paziente.
Quanto all’operatività della garanzia a c.d. secondo rischio, il Giudice ha ritenuto operativa la totale copertura assicurativa, condannando la compagnia a manlevare la Casa di Cura convenuta.
Conformandosi a un recente arresto giurisprudenziale, il Tribunale di Velletri ha chiarito che affinché un contratto di assicurazione possa “operare in eccesso” rispetto a un’altra polizza è necessario che i due contratti coprano il medesimo rischio. Non così nel caso di specie; l’assicurazione personale stipulata da un medico operante nel nosocomio è volta difatti a coprire la responsabilità civile del medico stesso, avendo ad oggetto evidentemente un rischio diverso rispetto a quello coperto dall’assicurazione della Struttura ospedaliera.
Inoltre – evidenzia il Giudice – detta clausola si mostra altresì in contrasto con gli artt. 1362 e 1367 c.c., dal momento che non sarebbe conforme alla comune intenzione delle parti, cioè quella di fornire alla Clinica una copertura assicurativa per tutti i danni provocati a terzi nell’ambito della propria operatività.

Trib. Velletri, sez. II, 30.9.2021, gu dott.ssa Aratari