Sulla ripartizione dell’onere della prova in materia di danno sanitario

di Roberta Victoria Nucci -

Spetta al danneggiato, per consolidato orientamento della Suprema Corte, fornire la prova del contratto e dell’aggravamento della situazione patologica o dell’insorgenza di nuove patologie per effetto dell’intervento legate causalmente con l’azione od omissione dei sanitari; rimane a carico del debitore la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che gli esiti lamentati siano stati determinati da un evento imprevisto ed imprevedibile.

La responsabilità del medico che non abbia assunto una autonoma obbligazione contrattuale con il paziente ha natura extracontrattuale ai sensi dell’art. 7, comma III della Legge n. 24/2017, cosiddetta Legge Gelli Bianco.

Il paziente aveva adito il Tribunale di Teramo, lamentando postumi a seguito di intervento correttivo di difetto funzionale congenito urologico.

Il Tribunale, rilevata l’adeguatezza dell’informativa fornita dai sanitari della convenuta struttura e preso atto delle risultanze della CTU dalle quali era emersa la correttezza dell’operato dei sanitari, ha ritenuto di mandare esente da qualsiasi obbligo risarcitorio l’Ospedale convenuto.

sentenza Tribunale Teramo (2)