Il paziente può scegliere comunque di nominare l’amministratore di sostegno al quale delegare le decisioni sulle sue cure future

di Redazione -
La Cassazione (sentenza 12998/ 2019), ha accolto il ricorso di una coppia contro il no opposto alla donna che chiedeva di essere nominata tutore del marito, testimone di Geova, affetto da Mav (alterazione artero-venosa, che può portare crisi emorragiche con perdita di coscienza). La Cassazione ha dato con sentenza inequivocabile il Via libera alla possibilità di nominare un amministratore di sostegno per far valere il futuro diritto di rifiutare alcune terapie, anche quando si tratta di cure-salva-vita. L’ uomo, attraverso la moglie, intende far valere la sua obiezione di coscienza, nel timore che In caso di choc emmorragico, non  possa riconfermare il Suo rifiuto alle trasfusioni.