Nuovi obblighi per famiglie e scuole in tema di vaccinazioni obbligatorie

di Arianna Thiene -

In un clima di forte diffidenza e polemica è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legge contenente disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale (d.l. 7 giugno 2017, n. 73, G.U. n. 130 del 7/6/2017), ritenuto necessario alla luce dell’impellente esigenza di emanare disposizioni finalizzate a realizzare condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale.

Al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e di garantire il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo e internazionale, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni sono obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale relativo a ciascun anno di nascita (cfr. la Relazione tecnica che accompagna il decreto), le seguenti vaccinazioni: a) anti-poliomielitica; b) anti-difterica; c) anti-tetanica; d) anti-epatite B; e) anti-pertosse; f) anti- Haemophilus influenzae tipo b; g) anti-meningococcica B; h) anti-meningococcica C; i) anti-morbillo; l) anti-rosolia; m) anti –parotite; n) anti-varicella (art. 1, comma 1).

Oltre all’ipotesi di avvenuta immunizzazione naturale a seguito di malattia (art. 1, comma 2), tali vaccinazioni possono essere omesse o differite solo in caso di pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche medicalmente accertate (art. 1, comma 3).

Severe sono le sanzioni amministrative pecuniarie (da 500 a 7500 euro) contemplate in caso di mancata osservanza dell’obbligo vaccinale (art. 1, comma 4).

Nel caso in cui persista la scelta genitoriale di non somministrare i vaccini obbligatori ai figli è previsto che l’Asl competente segnali l’inadempimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni per gli eventuali adempimenti di competenza. Sul punto il decreto tace, ma è verosimile che potrebbe trattarsi dei provvedimenti previsti all’art. 333 (Condotta del genitore pregiudizievole ai figli) del nostro codice civile.

Per una (doverosa e auspicata) strategia di formazione del personale docente e di educazione degli alunni e degli studenti, che dovrà necessariamente coinvolgere anche le Associazioni dei Genitori, viene autorizzata la spesa di duecentomila euro per l’anno 2017 (art. 2).

Il Decreto investe la Scuola di un ruolo fondamentale. L’art. 3 prevede l’obbligo per i Dirigenti scolastici del sistema nazionale di istruzione e per i Responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie di richiedere ai genitori la documentazione comprovante le avvenute vaccinazioni, ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto dall’art. 1 comma 2 e 3, o la presentazione della richiesta formale alle ASL. Tale documentazione dovrà essere presentata entro il termine di scadenza per l’iscrizione. E’ possibile un’autocertificazione, ma la documentazione formale dovrà essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno.

E’ previsto l’obbligo per i Dirigenti scolastici di segnalare l’inadempimento dell’obbligo vaccinale all’Asl al fine dell’adozione dei provvedimenti conseguenti (art. 3, comma 2).

Importante precisare che la presentazione dei libretto dei vaccini costituisce requisito di accesso solo per i servizi educativi per la prima infanzia e per le scuole dell’infanzia (comprese quelle private non paritarie) (art. 3, comma 3).

Viene altresì previsto per i Dirigenti scolastici l’obbligo di comunicare all’Asl, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due bambini non vaccinati.

Nelle prossime settimane sarà fondamentale quanto previsto all’art. 5 (Disposizioni transitorie), dove si precisa che per l’a.s. 2017/2018 la documentazione deve essere prodotta a fini scolastici entro il 10 settembre 2017. Nel caso in cui ci si avvalga dell’autocertificazione, dovrà essere presentato il certificato con le vaccinazioni effettuate entro il 18 marzo 2018.

Resta ovviamente escluso dal raggio di applicazione del decreto il vaccino contro il Papilloma Virus. Tale vaccino resta pertanto facoltativo.

In questo sito è possibile visualizzare il ricorso che la Regione Veneto ha presentato davanti alla Consulta per la dichiarazione di illegittimità costituzionale delle disposizioni contenute nel decreto legge in commento.

Si è inoltre dato conto, con un apposito aggiornamento, delle modifiche intervenute in sede di conversione.

Decreto legge 7 giugno 2017, n. 73

Vaccini Relazione tecnica

Vaccini slide illustrative del decreto

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