A margine di una pronuncia salernitana: non c’è correlazione tra assunzione dei vaccini e insorgenza dell’autismo

di Stefano Rossi -

“Non vi sono evidenze che dimostrino una correlazione causale tra le vaccinazioni obbligatorie e la sindrome autistica”. Questa la conclusione con cui la Corte d’Appello di Salerno ha accolto il ricorso del Ministero della Salute contro la sentenza del Giudice del lavoro del Tribunale di Salerno che aveva riconosciuto, in primo grado, proprio nella somministrazione dei vaccini la causa dell’autismo di cui il piccolo M.R. era affetto.

Negli ultimi decenni, ed esattamente a partire dagli anni Novanta, alcuni genitori di bambini con autismo hanno ritenuto che la somministrazione della vaccinazione trivalente anti morbillo, parotite e rosolia (MMR) potesse causare la comparsa dei sintomi di autismo, e in particolare della forma cosiddetta “regressiva”, che si verifica dal 20 al 30% dei casi, in cui fra il primo e il secondo anno di vita si osserva appunto una regressione importante delle competenze sociali e comunicative acquisite e la comparsa di sintomi conclamati di autismo.
Quelle preoccupazioni dei genitori – riemerse recentemente nel nostro Paese – non sono state sottovalutate dalla comunità scientifica e numerosi studi di ricerca ne hanno indagato la fondatezza e l’eventuale ruolo del sistema immunitario del bambino nel determinare l’insorgenza dei sintomo di autismo.

Nel 1998, poi, il ricercatore inglese Andrew Wakefield riportò in un articolo su «Lancet» la descrizione di dodici casi clinici di bambini che lamentavano disturbi gastrointestinali. In otto dei dodici bimbi veniva anche riferita l’insorgenza di disturbi di comportamento tipici dell’autismo entro un mese dalla vaccinazione MMR. L’articolo ipotizzava in sostanza che il vaccino causasse infiammazione intestinale con aumento della permeabilità e passaggio nel sistema nervoso centrale di sostanze tossiche che darebbero luogo all’autismo. Com’era prevedibile, la notizia provocò in Gran Bretagna e nel mondo un crollo della fiducia nei programmi di vaccinazione, oltreché nel numero dei bambini sottoposti a immunizzazione contro morbillo, parotite e rosolia.

In seguito al clamore suscitato dal primo articolo di Wakefield, il Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) di Atlanta e l’Istituto Nazionale della Sanità degli Stati Uniti (NIH) incaricarono un Comitato Indipendente di esaminare l’ipotesi dell’associazione tra vaccino MMR e autismo.
Ebbene, nel rapporto intitolato Immunization Safety Review: Measles-Mumps-Rubella Vaccine and Autismil Comitato giunse alla conclusione che non vi fossero evidenze scientifiche circa l’esistenza di una relazione causale tra vaccino MMR e disturbi dello spettro autistico.
In seguito anche altre eminenti Associazioni scientifiche, tra cui l’Accademia Americana dei Pediatri, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità sanitarie inglesi, sono giunte alle stesse conclusioni, smentendo qualunque relazione tra vaccino trivalente e autismo e scagionando il vaccino stesso senza ombra di dubbio.

E’ bene ribadire anche in questa occasione che l’allarmismo infondato nei confronti della pericolosità del vaccino MMR e del suo potenziale ruolo nel determinare l’autismo mette a repentaglio la salute dei bambini, laddove malattie infettive come il morbillo, la parotite e la rosolia, se lasciate incontrollate, causano gravi condizioni patologiche e decessi.

Corte App. Salerno, sez. lav., 8 giugno 2017, n. 396, pres. Vignes